Ibridi leggeri anche a metano e Gpl

Con una decisione della Commissione Europea, che ha accolto le richieste dei costruttori (Škoda, Ford, Renault, Fca, Seat, Volkswagen, Citroën, Peugeot, Psa e Opel), le auto e i veicoli commerciali leggeri Mild Hybrid alimentati a metano, etanolo e Gpl sono ora equiparati agli analoghi mezzi Mhev con motori benzina o diesel e rientrano quindi nella classificazione di 'ibridi leggeri'. Beneficeranno dei meccanismi premianti sul calcolo della CO2 i veicoli a gas (mono e bi-fuel) dotati di motogeneratori in grado di recuperare l'energia nei rallentamenti, immagazzinarla in una batteria dedicata e utilizzarla nelle successive accelerazioni, alleviando così il compito del motore termico e quindi i consumi.

"Finalmente", ha commentato il presidente di Assogasmetano, Flavio Merigo, "a Bruxelles si sono resi conto che l'utilizzo dei carburanti alternativi è una risposta importante e immediata per supportare la transizione verso la decarbonizzazione dei trasporti. Era già da tempo evidente che l'ibridizzazione dei veicoli a metano porta a un ulteriore abbassamento delle emissioni di CO2, già di per sé inferiori alla benzina e al diesel, mancava solo il riconoscimento normativo e siamo lieti che sia finalmente arrivato".

Andrea Arzà, presidente di Assogasliquidi-Federchimica, ha ricordato la "nostra proposta di un piano nazionale di sostegni pari a 600 euro per il retrofit a GPL e di 900 euro per quello a metano: si tratta di una misura che, a fronte di un investimento triennale di circa 300 milioni di euro, permetterebbe di convertire a gas un potenziale di 495mila veicoli Euro 4 ed Euro 5 a benzina e diesel, con una riduzione di oltre 7 tonnellate di ossidi di azoto e di circa 90mila tonnellate di CO2 nei tre anni considerati e una riduzione annua di circa 30mila tonnellate di CO2 e di oltre 2,5 tonnellate di ossidi di azoto negli anni a seguire". Rilevanti "i vantaggi per il settore industriale italiano e per le autofficine".

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