Vanni Rossignoli: "DOC? Se non
ci fosse bisognerebbe inventarlo"

"Specializzazione e visione". È quello che ci vuole, secondo Vanni Rossignoli, nel mondo dell'auto oggi: "Un lavoro tanto artigianale, dicono, ma di artigianale c'è poco". Da inizio giugno socio DOC con la sua Vanni Auto e i marchi Seat e Cupra, il concessionario di Mozzecane (Vr) ci ha raccontato 40 anni di attività che non hanno spento la voglia di fare.

Come ha iniziato?
Come carrozziere indipendente, poi sono diventato service partner autorizzato di tutti e cinque i marchi del Gruppo Volkswagen. L'anno scorso i dirigenti Seat ci hanno proposto di diventare concessionari del marchio a Mantova e, dopo aver fatto le dovute valutazioni con i miei figli ho deciso che si poteva fare. Abbiamo accettato la nuova sfida, ben sapendo che avrebbe comportato cambiamenti radicali.

Che ruolo hanno i suoi figli?
Giordano è responsabile commerciale mentre Mattia è responsabile tecnico e coordina il service. Non hanno ancora completamente carta bianca, ho iniziato un progressivo passaggio di consegne. Il settore è evoluto e complesso, da imprenditore ho voluto che provassero altro, poi respiri l'olio del motore, la cera delle auto nuove e ti convinci che può essere la tua strada. Si dice che il nostro sia un lavoro tanto artigianale, ma oggi di artigianale c'è poco. Ci vogliono specializzazione e visione.

Vanni Auto nel 2020 e nel 2021?
L'anno scorso è andato non male, direi discretamente. Abbiamo perso il 12 per cento, meno della media Italia, non ci possiamo lamentare. Il 2021 è partito con diverse problematiche, con i potenziali acquirenti stressati dagli apri e chiudi, stiamo cercando di recuperare. Ma ci sono le condizioni per ripartire: la voglia, la curiosità, pure la fantasia. Bisogna essere pronti perché qualcosa si sta già muovendo.
Stiamo recuperando anche lato post vendita, ho visto un ritorno di clienti con il sorriso sulle labbra. Clienti che cominciano a pensare alla prenotazione delle ferie, un buon segnale.

È riuscito a mantenere l'organico?
Con l'apertura di Mantova siamo arrivati a una trentina di collaboratori e stiamo valutando di assumerne altri. Le sedi sono attrezzate con officina e carrozzeria, sia a Mantova sia a Grezzano di Mozzecane. Una supporta l'altra.

La decisione di aderire al consorzio DOC da dove nasce?
Noi lavoriamo con DOC da anni, essendo service partner vediamo da affiliato il valore aggiunto del servizio: il furgone che arriva alle 11 del mattino e fa la prima consegna e alle 4 del pomeriggio la seconda. Non puoi non volerlo dare ai tuoi clienti. Con DOC il meccanico e il carrozziere restano in officina e in carrozzeria.
Entrare nel consorzio ha un costo, ma in realtà è un risparmio: come concessionario non devo mettere in strada la macchina, la persona, il furgoncino... DOC arriva, carica e riparte, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. In più, facendo parte di AsConAuto, quindi di un'organizzazione nazionale, se serve puoi fare riferimento anche ad altri consorzi.
Come Vanni Auto ci siamo posti degli obiettivi e stiamo cercando di raggiungerli usando tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Quello che posso dirle è che siamo entrati in DOC e già il giorno dopo sono arrivati i primi ordini. Funziona.

Ha dovuto ridisegnare il magazzino in ottica DOC?
Eravamo già pronti, ma dai primi di luglio personale specifico seguirà i clienti DOC e ci stiamo attrezzando anche con i programmi.
Cerchiamo di fornire all'officina e alla carrozzeria il ricambio già con una certa scontistica, in modo che da quello originale a quello di aftermarket non ci sia più quella differenza mostruosa e l'autoriparatore se deve scegliere sceglie l'originale.

L'ordine arriva in Vanni in che modo?
Trovano Vanni in ARiA, vedono le nostre referenze, il magazzino, il telefono... A volte il cliente ha richieste particolari, e allora preferiamo telefonargli, cercando di aiutarlo, di consigliarlo. In genere ci ascolta. Tra modelli e versioni non può sapere tutto, è normale che scriva e chieda di essere contattato. Siamo sul 50 e 50 tra telefono e mail, qualcuno manda ancora i fax.

L'importante è il contatto?
Chi se non DOC riesce a raggiungere la piccola officina nella contrada sperduta? Il segreto è arrivare a tutti, questo porterà dei frutti. Anche nelle classiche officine padre-figlio, i figli hanno voglia di crescere, comprano i tester, fanno i corsi... il cliente che vede il meccanico preparato si fida. E se l'autoriparatore ha bisogno della scheda tecnica, o di portarci le macchine per alcune problematiche, noi ci siamo. Anziché comprare il ricambio non ufficiale verrà in concessionaria non solo perché gli dimostriamo che l'originale è migliore e garantito, ma perché da noi si sente preso in carico. Il cliente va seguito.

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