Gianluca Tacchella (Officina Tacchella),
"Quando monto originale gongolo"

Gli era già capitato di tagliandare macchine ibride, ma ora che ha preso il patentino Pes-Pav-Pei si sente più sicuro. Titolare di se stesso in 'Autofficina Tacchella' a Verona, Gianluca Tacchella ha intercettato la proposta Doc e ha "preso la palla al balzo".

Il corso era già nei suoi programmi?
L'elettrico è il futuro, bisogna guardare anche un po' avanti, essere pronti. Adesso sono in regola, e non è solo un discorso di burocrazia o di obbligatorietà. Quando si fanno i corsi si imparano i segreti, i trucchetti... Al mio terzo tagliando di una macchina ibrida, e dopo che i primi due li avevo fatti senza ancora aver frequentato il corso, ero più consapevole, quelle lezioni mi sono servite, il corso è stato validissimo. Oltre all'insegnamento del docente aiuta ascoltare il punto di vista dei colleghi, condividere le esperienze.

L'online non ha tolto nulla?
A noi servono i concetti, e i principi di base per poter mettere le mani sui motori elettrici li apprendi in presenza ma anche a distanza.
Quando è arrivata la mail dal consorzio uno dei motivi per cui ho accettato è stato proprio il fatto che il corso si svolgesse via internet. Un altro era il momentaneo calo di lavoro, tanto valeva approfittarne. 

Brutto momento in Via Locchi?
In realtà sto lavorando anche adesso. Posso dirle che ho già fatto i calcoli e nel 2020 il calo è stato del 10 per cento rispetto al 2019. A marzo, con il blocco di più di un mese, il vuoto per le strade, le concessionarie chiuse, la sensazione era di panico. Io però ero qui da solo e ho sempre lavorato, fino a che gradualmente sono tornato ai miei soliti ritmi. 
Tranne che per le emergenze, faccio tutto su prenotazione, mi organizzo.

È sempre stato lei e solo lei?
L'officina è nata prima che io nascessi - io sono del '67 - e quando da dipendente nel 1998 sono entrato in società eravamo in due, con dei collaboratori a tempo, e l'officina era Righetti e Tacchella. Poi il mio socio è andato in pensione, l'officina è diventata Autofficina Tacchella e ormai sono otto anni che lavoro da solo (con mia moglie che mi dà una mano in ufficio).
Lo spazio è di 100 metri quadrati coperti e cominciano ad andare un po' stretti.

Lei è cliente Doc. La sua prima scelta è il ricambio originale?
Vengo da un'esperienza di concessionaria e ho sempre lavorato con i ricambi originali. Anche qui prediligo l'originale, però al cliente devo fare il doppio preventivo. A malincuore, perché con l'originale dormo tranquillo. E poi, essendo da solo devo contingentare i tempi e il ricambio di concorrenza che mi arriva sbagliato o ha bisogno di modifiche per me è tempo perso. Con l'originale gongolo.

Per fare l'ordine usa la App A-Service? Essendo da solo...
In realtà no, ho il computer sempre acceso e l'ordine lo faccio su portale o per telefono. E Doc consegna. Sono soddisfatto al cento per cento, quando ci sono stati dei piccoli imprevisti Alessio (Piscitello, promoter di riferimento, nda) li ha risolti in maniera perfetta. Una persona squisita. 

Tutto bene anche con le concessionarie?
Mai avuto problemi con nessuna, tutte disponibili. Ovviamente mi interfaccio con il magazziniere che mi passa l'assistenza. Ho sempre avuto le risposte che mi servivano.

I suoi clienti che cosa apprezzano di Autofficina Tacchella?
Ho costruito un rapporto basato sulla fiducia, non certo sullo sconto; ogni volta spiego di che cosa ha bisogno la macchina, perché va fatto quel lavoro, dov'è il problema, cosa va sostituito oggi per evitare di avere problemi domani. Mi è capitato di rinunciare quando ho visto che il cliente non era convinto. Ma i clienti sono sempre entrati, anche quando comprano la macchina nuova tempo tre, quattro anni e tornano.

E se le si presentano con il ricambio comprato su internet?
Arrivano, sono sempre gli stessi. Guardo il ricambio e avviso che la garanzia sul pezzo non la posso dare, io non ne rispondo. Se sono ricambi made in China, soprattutto se sono freni o sospensioni, cose che mettono a rischio la sicurezza rinuncio al lavoro. Gliel'ho detto: voglio dormire tranquillo.

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