In Carrozzeria Scartapatti
solo prodotti e lavorazioni top

"Di second'ordine, qui, non troverà niente di niente". Non ne dubitavo. Quando gli emiri sono tuoi clienti abituali, difficile pensare che si possa scendere a patti sulla qualità. Poi però Alessandro Scartapatti, socio titolare insieme al fratello Lorenzo dell'azienda fondata dal padre negli anni 50, chiarisce che "100 ore sulla Golf sono come 100 ore sulla Porsche" e capisci che la qualità è un bisogno prima ancora che un principio fondante. Siamo andati a trovarlo in Carrozzeria Scartapatti a San Giorgio Bigarello (Mn), il Paese del Bengodi.

Solo supercar?
Soprattutto. Siamo nati come officina di riparazione di vetture circolanti. Poi abbiamo iniziato con le auto storiche e il restauro è dilagato.

C'era ancora vostro padre Giuseppe?
Papà ci ha 'abbandonato' molto presto, quando io e mio fratello eravamo ventenni, ma non prima di aver costruito la sede nuova nel 1985 a San Giorgio Bigarello. Lui si era formato come meccanico e carrozziere presso la concessionaria Fiat 'Rangoni' di Mantova, la sua manualità gli permetteva di ripristinare qualunque veicolo, era un assoluto sostenitore della riparazione. Per me e Lorenzo, invece, qualche volta era meglio cambiare. Si è fatto da parte e ci ha lasciato liberi, ma non le nascondo che i primi tempi era dura accogliere il professionista che arrivava con un'auto di lusso e sentirlo chiedere a chi dovesse fare riferimento.

Poi siete cresciuti, in tutti i sensi...
Anche la sede di San Giorgio: la struttura era divisa in due capannoni per due aziende distinte, quando l'altra ha chiuso abbiamo rilevato i locali e raddoppiato gli spazi. Oggi sono 1.200 metri quadrati di area operativa oltre a 250 di palazzina uffici e superficie esterna che utilizziamo come parcheggio di auto ferme o incidentate.
Ce li facciamo bastare, anche perché è difficile reperire personale specializzato, formato. Lavoriamo in dodici ma non rinunciamo a provare, con le scuole professionali e non solo. I ragazzi partono carichi quando vedono le macchine, ma poi si perdono alla prima difficoltà nonostante siano affiancati. Non hanno ambizioni.

Scartapatti è più restauro o riparazione tradizionale?
L'attività di restauro occupa il 40 per cento del nostro tempo: è remunerativa ma spalmata minimo minimo su un anno, due se il restauro è totale. Noi siamo capocommessa nel 90 per cento dei casi, dobbiamo mettere insieme chi fa gli interni e chi le cromature, chi costruisce alcuni particolari... Ad eccezione delle macchine inglesi che sono un mondo a parte e non trattiamo (se non per la verniciatura), i nostri marchi sono Ferrari, Porsche, Maserati, Lamborghini. Il flusso di cassa, però, lo facciamo con le auto moderne incidentate che rappresentano il 60 per cento del totale.

Che cosa entra in Viale Italia?
Per noi 100 ore sulla Golf sono come 100 ore sulla Porsche, ma c'è stata una selezione naturale verso i marchi premium, Porsche, Audi, BMW... Non abbiamo fatti accordi con le compagnie di assicurazioni, che vincolano i clienti ad andare dove c'è la convenzione.
La nostra è stata una scelta basata non sul lucro ma sulla qualità estrema. Che ha un costo. Nel mondo delle vernici ne trovi di qualità bassa o altissima, noi scegliamo vernici di qualità altissima, non abbiamo niente di niente - che siano prodotti vernicianti o attrezzatura - di second'ordine. Solo prodotti top.

Quindi solo ricambi originali?
Tutto solo originale, abbiamo un rapporto di collaborazione diretto con le concessionarie BMW, Mercedes, Audi e Porsche. Quando è nato DOC è stato un toccasana, la comodità di non dover uscire, due consegne e la terza straordinaria. Siamo clienti del consorzio da sempre, ci troviamo molto bene con tutti, c'è un rapporto di confidenza.
E tanti vantaggi: per esempio, noi che lavoriamo con Ferrari, prima di DOC tutte le volte dovevamo andare a Modena e pagare anticipatamente perché non ci conoscevano.

Per il restauro come avviene l'approvvigionamento ricambi?
Alcuni ricambi per le auto d'epoca proprio non ci sono, capita più volte di doverli costruire. Quando si tratta di ricostruzione parziale siamo autonomi, per casi in cui la vettura necessita della ricostruzione completa della carrozzeria ci rivolgiamo alle pochissime aziende specializzate in Italia.

Auto d'epoca che vi hanno fatto 'dannare'?
Parecchie, ma ne siamo sempre usciti vincitori. L'ultima, destinazione Emirati Arabi, una Lamborghini Miura che il cliente voleva certificata Polo storico Lamborghini e che abbiamo ricostruito in toto, dalla meccanica all'impianto elettrico, dal telaio agli interni; abbiamo poi saputo che il proprietario l'ha rivenduta dopo sei mesi a poco meno di due milioni e mezzo di euro. È un business, gli arabi non si innamorano di niente, hanno troppi soldi. Ovviamente è un successo per noi, chi deve vendere le Miura oggi cerca Scartapatti. A questo livello di specializzazione siamo davvero pochi in Italia. E dobbiamo dire grazie alla squadra, personale altamente qualificato che condivide la nostra stessa passione, fondamentale per la riuscita di questo lavoro.

Che cosa avete per le mani oggi?
Sette o otto auto - diverse Ferrari e una BMW 507 Roadster dalla Svizzera - ma che non vengono consegnate in un anno, si procede per tappe. A quelle dei clienti affezionati (Belgio tanti, grande cultura e parecchi soldi, e poi Francia, Svizzera, Emirati Arabi) cerchiamo di dare la precedenza.
Con il Covid i tempi si sono dilatati, dipendiamo anche dai fornitori, se ritarda il tappezziere si ritarda tutto. Il quando è sempre relativo, si va per avanzamento, ma finché non hai la macchina completamente sverniciata non puoi sapere che cosa ci sarà da fare. Sulla Miura che le ho citato, solo di lavoro nostro sono andate 3.200 ore.

So che avete vinto diversi premi...
Tanti, ma di uno, anzi di due, vado particolarmente orgoglioso. Due premi con due restauri alla festa dei 70 anni Ferrari, nel 2017, a Fiorano e a Maranello. Avevamo due macchine in concorso - una Ferrari 330 GTG del 1968 e una Ferrari 365 GT4 BB del 1975 - ed entrambe hanno vinto il primo premio di categoria. Per noi che non siamo né di Modena né di Maranello, vincere in casa Ferrari è stata una soddisfazione enorme. Cinquemila invitati e abbiamo stretto la mano a Todt, Arrivabene, Alesi, Piero Ferrari, la moglie di Schumacher...

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