Il presidente Doc, Davide Pezzo:
“Uniti e performanti, nessuno più di noi"

C'è una caratteristica che più di altre definisce il Consiglio di Amministrazione del consorzio Doc Mantova-Verona-Vicenza ed è, per dirla con le parole del presidente Davide Pezzo, "la coesione". All'ultima assemblea soci, però, si è verificato un fatto nuovo...

Che cos'è successo presidente?
Niente che non fosse stato previsto e debitamente annunciato: Graziano Ghirotti, che tre anni fa era entrato nel Cda in rappresentanza di Gruppo Bossoni, di cui era il responsabile service, per sue scelte personali è andato a lavorare per un concessionario che opera in provincia di Parma, lasciando il posto vacante.
Ne ho preso atto e nonostante fossero tutti sicuri che non avrebbe accettato, ho persuaso Mauro Bossoni a rilevarlo.

Come ci è riuscito?
Diciamo che si è... 'spintaneamente' convinto. Gli ho assicurato che l'impegno come consigliere sarebbe stato a mesi alterni e lui a sua volta mi ha garantito la sua partecipazione. È un valore averlo nel Cda, Consiglio di cui fanne parte, tutti riconfermati, Stefano Trivellato, Paolo Strabello, Stefano Bendinelli e Federico Togni.

La votazione è stata unanime?
Tutti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto. Su 52 concessionarie socie erano presenti, fisicamente o delegate, in 34, e nessuna ha avuto nulla da ridire.

Merito dei dati di bilancio?
Siamo il secondo consorzio AsConAuto per fatturato, il primo quadrimestre del 2019 ci dice che siamo cresciuti di quattro punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e le previsioni per la fine dell'anno ci danno ancora in crescita.
Abbiamo l'incidenza costi più bassa della rete, sotto il 4 per cento, e un'insolvenza dello 0,27 per cento.
Insomma, il fatturato aumenta e i costi diminuiscono. Siamo il consorzio AsConAuto più vecchio d'Italia che performa meglio di tutti e 22.

E siete ancora in espansione...
Ci sono diverse concessionarie nella nostra area di pertinenza che hanno chiesto di entrare in Doc. Proprio per rendere più fluido l'ingresso di nuovi soci abbiamo deliberato l'aumento del capitale sociale da 160mila a 180mila euro.
Un maggior numero di concessionarie socie non vuol dire più marchi rappresentati, la rosa è già completa; vuol dire invece presidiare il territorio in modo più capillare, essere fisicamente più vicini all'autoriparatore cliente. Un cliente solvente, affidabile e fidelizzato.

È reduce dal Dealer Day e da Autopromotec: da presidente di consorzio, oltre che da concessionario, che cosa ha portato a casa?
Il Dealer Day, nonostante la grande affluenza di pubblico, mi è sembrato un po' spento per quanto riguarda i workshop, mentre è stato molto interessante l'intervento di Salvini con Vanini di Autotorino.
Ad Autopromotec, invece, sono andato con il mio responsabile service e ne è valsa la pena: è l'avanguardia delle attrezzature.

Prossimo appuntamento di settore Service Day?
L'8 e 9 novembre a Brescia. I 2.500 autoriparatori che hanno partecipato alla prima edizione l'anno scorso lo aspettano. Saranno ancora di più e ci sarà anche una maggiore presenza di Case auto. È un evento pensato espressamente per i riparatori, quindi i clienti dei nostri consorzi, un evento di cui c'era e c'è bisogno.

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