Stefano Paroni e il viaggio
mancato in Madagascar

"Credo che la cosa più importante che ho fatto per la mia officina sia stata quella di affiliarmi ad AsConAuto". Eccolo il cliente che tutti i consorzi vorrebbero, soddisfatto del "servizio molto preciso". Lui è Stefano Paroni, autoriparatore Doc, titolare dell'omonima officina di Castiglione delle Stiviere (Mn), vincitore del viaggio premio in Madagascar. Anche se poi non ci è andato...

Come non ci è andato?!?
Ci sarei andato volentieri ma ho tre figli di 19, 16 e 12 anni e vorrei continuare, finché si può, a fare le vacanze in famiglia; in quel periodo, con le scuole aperte, sarebbe stato difficile muoverci tutti insieme. 
Così, quando Stefano (Azzolini, promoter di riferimento, NdA) mi ha comunicato che avevo vinto il viaggio l'ho regalato a mio fratello Marino. Che è tornato molto contento, quelli di Doc fanno sempre le cose bene. Non ci sono andato ma lo so che era bellissimo.  

È rimasto in Paroni...
Officina che ho messo in piedi nel 1991, a 18 anni. Siamo una famiglia dove ognuno ha una sua attività e dopo qualche esperienza sotto padrone mi sono stufato e mi sono messo da solo.
L'attività è in crescendo, ringraziando il Signore. Nel 1997 mi sono trasferito nel capannone più grande che mi hanno lasciato i miei fratelli e siamo ancora qui: 300 metri quadrati coperti dove lavoriamo io, un dipendente, mio figlio Omar, e mia moglie Fabiana in amministrazione.

Quanto si lavora in Via Levadello?
Via vai ce n'è tanto, poi magari rimangono quelle tre-quattro auto al giorno, multimarca, dall'utilitaria a vetture importanti, di prestigio. Ho anche un bel giro di macchine d'epoca, che io non amo particolarmente ma che mi portano da riparare, ormai sono il 20 per cento del mio lavoro. In questo momento ho qui una Lincoln del '68. 

Flotte?
Solo aziende che hanno piccoli parchi, cinque-sei macchine. Non lavoro con le società di noleggio.

Qual è la scelta Paroni in fatto di ricambi? 
Io consiglio sempre l'originale, perché il prodotto è più di qualità e si lavora meglio. A volte però devi lavorare in economia e quindi ripiegare sui ricambi di concorrenza.
La clientela è tutta diversa, c'è un 50 per cento che si affida completamente, non ha problemi di soldi, e vuole roba originale; e l'altro 50 con cui c'è da lottare, qualcuno addirittura mi porta i ricambi che ha comprato su Internet. E io li prendo, perché poi ti portano a riparare auto con danni per i quali i ricambi non li trovano e mandano anche altri clienti.

Di Doc che cosa mi dice?
Penso di essere cliente da una decina d'anni. Io non volevo e non voglio spostarmi dall'officina perché è una perdita di tempo, trovarmi il ricambio in casa è una cosa splendida. Il servizio è molto preciso, sono tutti molto bravi, il mio promoter è bravissimo, la cosa più importante che ho fatto per la mia officina è stata di affiliarmi ad AsConAuto.

Come ordina i ricambi?
Chiamo direttamente il concessionario, ma Stefano mi ha scaricato l'app nuova, A-Service. Non ho ancora avuto modo di provarla, mi impegno a farlo, e anche a usare Integra di più, so che sarebbe importante.

Lei è un meccanico di esperienza, ma le capita di rivolgersi alla concessionaria per avere assistenza? Che accoglienza trova?
Dipende dalle persone in magazzino, ma io capisco quelli che 'nicchiano', perché saranno bombardati di richieste. Lo vedo anch'io nella mia officina, mi girano qui un po' di meccanici pensionati e continuano a farmi domande... e io dico: "Ma siete in pensione, andate da un'altra parte!". Ecco perché mi metto nei panni delle officine delle concessionarie…

Resti nei suoi: perché venire in Autofficina Paroni?
A volte me lo chiedo anch'io... Penso che ognuno sia simpatico, o antipatico, a una determinata tipologia di clienti. Io comunque ne ho in un raggio di 40 chilometri. Il più lontano? Una signora da Milano, con un'auto d'epoca.

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