Paolo Bertani (Bieffe auto),
"Essere onesti paga sempre"

Una, due, tre telefonate e sempre la stessa, gentile, risposta: "Mi scusi, ho davanti dei clienti". Alla fine, una richiesta inconsueta: "Può mandarmi le domande via mail?". Detto fatto, la mattina dopo ho le risposte, scritte, di Paolo Bertani, come il fratello Alberto cresciuto a pane e Citroën nell'officina fondata dal padre Francesco. Ecco passato, presente e futuro di 'Bieffe auto' a Verona.

Cominciamo con una cronistoria in pillole?
Bieffe auto è nata nel 1999, anche se in realtà esiste dal 1974, anno in cui Francesco Bertani ha aperto una delle prime officine Citroën di Verona. La struttura è di circa 600 metri quadrati e ci lavoriamo in tre: io, mio fratello e il mitico Keita Moussa per gli amici Raphael. Da poco abbiamo rinnovato l'immagine esterna e interna in linea con lo stile Citroën.

Com'è l'attività in Via Galileo Galilei?
Lavoriamo circa 2.400 macchine all'anno (anche noi, a volte, ci chiediamo come facciamo), per la maggior parte automobili e veicoli commerciali leggeri. Siamo officina autorizzata Citroën da sempre, dal 1974, e la nostra è una clientela molto fedele, probabilmente perché cerchiamo di essere veloci e di raggiungere il miglior risultato sempre con un occhio di riguardo al portafoglio del cliente.

Autorizzati Citroën e convenzionati con le società di noleggio?
Sì, siamo partner service di aziende di noleggio a lungo termine quali Ald Automotive, Car Server e Vodafone Automotive, ma è un settore che non è più in linea con i nostri parametri: per i noleggiatori la manutenzione deve costare poco e la qualità rischia di passare in secondo piano.

Inconcepibile per chi della qualità ha fatto la propria bandiera. Posso dare per scontato, in quest'ottica, l'utilizzo di ricambi originali?
Noi utilizziamo sempre ricambi originali: abbiamo la certezza che la qualità è quella richiesta dal costruttore; inoltre, in caso di rotture in garanzia, i tempi di fermo macchina sono ridottissimi e quindi creano pochissimi disagi al cliente.

Bieffe auto è, a sua volta, cliente Doc. Un rapporto che funziona?
Siamo con Doc da tantissimo, ci ha spinto la comodità di ricevere a domicilio il ricambio originale in tempi brevi e con orari in linea di massima precisi; la seconda consegna giornaliera, di cui si sta parlando da tempo, potrebbe essere l'ulteriore miglioramento di un servizio già di per sè buono.

Il suo giudizio è positivo anche sulle concessionarie Doc?
Direi proprio di sì, i magazzini sono sempre molto disponibili a fornire assistenza.

I ricambi come li ordina?
Per quanto riguarda Citroën, vengono ordinati sul portale della marca, il quale è interfacciato direttamente con la placca distributrice di riferimento; per le altre marche, che per noi rappresentano circa il 3 per cento dei veicoli che entrano nella nostra officina, ordiniamo telefonicamente o via email.

Si faccia pubblicità: in Bieffe auto perché?
Il nostro slogan è "Da noi non sarai mai uno dei tanti!", ma da Bieffe auto ci si va per la qualità delle riparazioni a prezzi giusti. Non lo diciamo noi ma i clienti con le loro recensioni. Gliene cito una da internet, una tra le tante che fa capire esattamente qual è la nostra filosofia lavorativa:

"La mia esperienza è totalmente positiva, mi sono recata presso questa officina x capire se la diagnosi fatta dal mio meccanico alla mia C3 fosse corretta.
Dopo un'ora di tempo, non retribuita, x capire quale fosse il problema, hanno ordinato come pezzo da sostituire SOLO la resistenza della ventola del motore, anziché resistenza + ventola con preventivo di oltre 400 euro del mio meccanico.
Mi hanno sistemato l'auto facendomi pagare 70 euro fatturate, nelle quali venivano considerati anche 45 minuti di manodopera (il mio meccanico aveva ipotizzato 2,5/3 ore di lavoro).
Oltre all'onesta si sono dimostrati disponibili, competenti ed educati".

Conoscevamo il preventivo che era stato fatto da un'altra officina a questa signora e probabilmente se le avessimo chiesto 200 euro sarebbe stata ugualmente felice, ma non si fa, essere onesti paga sempre.

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