Oscar Barbiero: "Noi meccanici
dobbiamo smetterla di farci del male"

"Avevamo un ragazzo in stage ad aprile: gli ho chiesto qualche sabato, era bravo, poi gli ho detto di far venire suo padre che ne avremmo parlato e... più visto e più sentito".
Non si capacita, Oscar Barbiero, della difficoltà "di trovare persone stabili". Non si capacita perché fin da ragazzino sapeva che cosa voleva fare, e l'inarrestabile sviluppo della sua 'Autofficina Barbiero' ne è la chiara dimostrazione. Siamo andati a trovarlo a Bressanvido, in provincia di Vicenza.

E pensare che siete 'solo' in due...
Io e mio padre Giorgio, oltre all'impiegata, che nel 1982 ha aperto dopo anni di esperienza sui mezzi pesanti. È partito con un garage che abbiamo via via ampliato fino ai 450 metri quadrati di oggi. Abbiamo tanto di officina quanto di cortile.
Io ho 30 anni e sono entrato in pianta stabile quando ne avevo venti, è il lavoro che volevo fare da quando ero un ragazzino. Avevamo intenzione di formare un giovane, però non siamo capaci di trovare persone stabili, che hanno la voglia. Non abbiamo mai fatto problemi nemmeno sulla paga, ma non si capisce che cosa cercano: soldi? Esperienza? Proprio ieri parlavo con un collega del settore attrezzature: cerca tre persone e non si presenta nessuno.
Il nostro settore è molto complesso, o hai tanta passione o non puoi farlo a ore perse.

Avete così tanto lavoro?
Un leggero calo negli anni più duri l'abbiamo sentito, ma dire che ho visto una flessione di fatturato no. Magari pari ma non meno. Siamo sulla riga delle 120-130 macchine alla settimana, e il centro revisioni garantisce un flusso costante, almeno cinque al giorno.
Entra qualche supercar, o comunque auto di fascia superiore alla media, ma il più è dalla Panda alla grossa famigliare (tipo serie 5); e poi veicoli commerciali perché lavoro anche con le aziende.

Multimarca?
Siamo un'officina indipendente: dopo tanti anni con Alfa Romeo abbiamo lasciato perché alla fine le Case vogliono solo i numeri, e io invece preferisco offrire la migliore conoscenza tecnica non perché sono spinto da un marchio per fare il budget.
Anche il noleggio non è un canale che privilegio. Ho siglato accordi con alcune compagnie a lungo termine, ma in generale vedo che sottovalutano la competenza degli operatori: capire dov'è il problema è complicato e loro pretendono che trovi e risolvi con tempistiche brevissime.

Come si spiegano i costanti investimenti?
L'unico modo per non essere tagliato fuori. Anno dopo anno, senza fare passi più lunghi della gamba e puntando a tenere il lavoro nella nostra officina, ho cominciato acquistando sistemi moderni per lo smontaggio e la bilanciatura delle ruote, poi abbiamo guardato all'ibrido e all'elettrico, quindi abbiamo comprato un macchinario per fare i trattamenti con l'idrogeno a ogni tipo di motore - benzina, gpl, metano, diesel; trattamenti che gli ridanno vita.
L'anno scorso abbiamo cambiato i tester per la diagnosi e quest'anno abbiamo investito sugli ADAS per la calibrazione di radar e telecamere (dal riconoscimento dei cartelli al pedone e in generale tutto quello che riguarda la sicurezza dell'auto).

Dove lo trova il tempo per tenersi aggiornato?
Se vogliamo continuare a lavorare nell'autoriparazione dobbiamo metterci noi in primo piano. L'anno scorso, per esempio, sono andato a Francoforte per Automechanika. Mi è sempre piaciuto non fermarmi all'oggi ma guardare due-tre anni più in là.

Nel quotidiano c'è Doc al suo fianco. Che cosa l'ha portata a diventare cliente?
All'inizio, e vado indietro di sette-otto anni, la comodità di avere i concessionari 'attaccati' per la consegna. Tu chiami, fai l'ordine, e non ti devi spostare. Sul servizio mi sono sempre trovato bene, quando ho avuto dei problemi o delle urgenze mi sono appoggiato a Mirko (Gnesotto, promoter di riferimento, NdA) e ho sempre risolto.
Quello che manca, invece, è una maggior collaborazione da parte delle officine delle concessionarie: siamo consorziati? Compro i ricambi da te? Se ho un problema non dico che il capofficina deve essere pronto ogni volta che chiamo ma dirmi "sì è successo, no, prova a guardare quello". Questo è fare squadra, vorrei che tutti noi meccanici cambiassimo la mentalità, invece ci facciamo del male tra noi, siamo ancora bloccati dalla paura di rubarci il cliente…! Se dall'officina mi suggeriscono di cambiare il pezzo, ci sono più probabilità che io acquisti l'originale che non il ricambio di concorrenza.

Ed è quello che fa?
Secondo me alcune concessionarie stanno sbagliando approccio con il riparatore esterno, perché lavorare con l'originale ovviamente è meglio che lavorare con i ricambi di concorrenza - hai maggiore qualità, a volte costa anche meno del ricambio di concorrenza, sei sicuro che quando ordini arriva esattamente quel pezzo ed è quello che va bene - ma su tanti ricambi non posso per un componente che costa 20 euro acquistare tutto il blocco che ne costa 160!

Puntare sulla qualità fidelizza?
Quello della fidelizzazione secondo me è un concetto un po' sopravvalutato, e comunque sei tu che devi dare al cliente il motivo per non andare da un altro. Io punto tanto sulla qualità e sulla tenuta nel tempo. La peggior cosa che ti può succedere è che il mezzo ti torna in officina per lo stesso problema.

Il suo slogan?
Sotto il biglietto da visita si legge "Il tuo autoriparatore di fiducia". È quello che trasmettiamo al nostro cliente.

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