Affini Service, il Top Team Scania
ora punta al titolo mondiale

Ad andar male, saranno dodicesimi nella classifica mondiale. Avete letto bene: mondiale. Succede che 'Affini Service', miglior officina d'Italia allo Scania Top Team 2018, abbia conquistato un prestigioso secondo posto alla semifinale europea di Trento e quindi l'accesso alla finale mondiale che si terrà a dicembre a Södertälje, in Svezia. Finale tra i dodici migliori team di tutto il mondo.
Con Stefano Affini, contitolare insieme ai fratelli Giuliano, Natalino e Paolo dell'azienda di Castegnato (Bs) che ha sedi anche a Mantova e Verona (infatti è socia di entrambi i consorzi Doc), abbiamo fatto i complimenti ai 'suoi' ragazzi: l'accettatore Simona Sandrini, tra l'altro l'unica donna in gara, i tecnici Marco Baiguini, Omar Bernini, Angelo Regna, e il magazziniere Luca Migliori.

Adesso può dirlo: ci spera e ci crede…
Adesso la squadra è bella carica, ha preso consapevolezza della propria forza. Quindi sì, il 5 dicembre andiamo in Svezia e ce la giochiamo fino in fondo.

Quando ha capito che si poteva fare?
La percezione non c'è stata fino alla fine, non avevamo proprio il minimo sentore di come potesse essere andata. Abbiamo vissuto gara per gara concentrandoci su quello che avevamo sbagliato: non si pensa a quello che è stato fatto bene ma a quello che non è andato bene. Bisogna imparare dagli errori.
Come alla finale italiana, anche a Trento i ragazzi hanno sostenuto cinque prove da venti minuti l'una, ma questa volta erano prove organizzate esclusivamente dagli svedesi. È stata una competizione più... tosta, tutto molto segreto e molto internazionale.  

Almeno avete giocato in casa…
Certo, aver gareggiato a Trento ci ha fatto sentire a casa. C'era tutta la dirigenza Italscania che ci sosteneva; Fenoglio (Franco, amministratore delegato, NdA) e la sua squadra facevano il tifo per noi. Sempre restando a bordo campo.

A bordo campo c'era anche lei. Come l'ha vissuta?
L'ho sentita moltissimo. Guardavo i ragazzi, ero lì a dieci metri da loro, ma ovviamente non potevo parlare. Ogni volta che vedevi che erano riusciti a trovare il guasto, che sentivi nella loro voce l'entusiasmo per aver risolto il problema, ti veniva la pelle d'oca. 
Erano concentrati, il risultato di squadra è proprio un modo di lavorare, vuol dire avere fiducia uno nell'altro. Quando cerchi un guasto e chiedi al collega se in quel punto arriva la corrente e ti risponde che non arriva devi credergli. Questo è il lavoro di squadra. Ed è come lavoriamo noi nel quotidiano. Senza tutta quella tensione però!

Da qui a dicembre cosa farete?
Intanto ci siamo presi un periodo di pausa, le assicuro che la tensione è stata molto alta anche durante il mese di preparazione. Adesso arriva l'estate, andiamo in ferie e a settembre abbiamo tre mesi per buttarci a capofitto ed essere pronti per la finale.

Fa effetto dire che, alla peggio, il team Affini Service sarà comunque tra i 12 migliori al mondo…
Un grandissimo risultato, arrivato da un periodo intenso di preparazione e per averci creduto. I ragazzi ci hanno creduto. Devo ringraziare loro prima di tutto perché sono stati bravissimi, e poi Fenoglio e tutta la sua squadra che ci hanno supportato e dato la possibilità di prepararci insieme ai tecnici Italscania.

Emozionante la proclamazione dei vincitori?
Le prove sono durate tutto il sabato, abbiamo dovuto aspettare la cena di gala, a cui hanno partecipato anche tutti i miei fratelli, per conoscere i risultati (nella foto in home page, il team italiano sul podio insieme ai colleghi austriaci, NdA). Un'agonia. Poi sono stati solo festeggiamenti, brindisi di qua e brindisi di là. E la domenica, gita sul Lago di Garda, salita al Monte Baldo con la funivia Malcesine, pranzo con tutti i team...

E lunedì tutti al lavoro?
Tutti al lavoro e tutti contenti. I ragazzi sono tornati alla normalità, tra i complimenti dei colleghi e dei clienti.

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